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News

Il mercato del 3D è in crescita

18/04/2017

Context ha rilevato che il mercato delle stampanti 3D è cresciuto nel 2016 del 32% a livello globale grazie all’aiuto del segmento desktop/personal.

Nel corso del 2016 la vendita di stampanti industriali e professionali a livello globale è scesa del 10% invece la vendita di stampanti personal/desktop è cresciuta del 34%.

Sono aumentati anche i ricavi di entrambi i segmenti: per quanto riguarda il personal/desktop la crescita anno-su-anno del 8% dipende soprattutto dai volumi maggiori.

Il prezzo medio ponderato è sceso da 1.302 dollari del 2015 ai 1.052 del 2016 ed è addirittura sceso al di sotto di 500 dollari secondo XYZprinting e Monoprice.

Nel segmento professional/industriale, i ricavi sono aumentati del 9% rispetto al 2015, questo è dovuto soprattutto agli alti ASPs driven che hanno spinto le vendite di macchine per la produzione di additivi a base metallica. Durante l’anno, il prezzo medio ponderato totale è cresciuto del 21% a 119.129 dollari.

Chris Connery, vice-presidente del Global Market Research and Analysis, di Context ha dichiarato:

“Le spedizioni di stampanti 3D desktop continuano ad aumentare. Ci si rende conto che i mercati commerciali ed educational stanno guidando la crescita di questi dispositivi tanto quanto i consumatori e coloro i quali hanno degli hobby.

I primi 3 produttori hanno dominato il mercato Industrial/professionale, però hanno perso quota a livello collettivo per colpa dell’anno difficile di Stratasys e 3D Systems. Tra i primi tre giocatori, EOS è stata l’eccezione.

Connery ha aggiunto:

“Mentre il mercato delle stampanti industriali/professionali è stato storicamente caratterizzato dal suo uso per la prototipazione, una crescita in questo segmento per l’anno è venuta da stampanti utilizzate per la ‘personalizzazione di massa’, come per esempio per il settore dentale.

Chi è il gruppo Lazarus?

10/04/2017

Kaspersky Lab ha indagato sul gruppo Lazarus, noti hacker ritenuti responsabili per il furto di 81 milioni di dollari alla Central Bank of Bangladesh nel 2016.

Kaspersky Lab, grazie all’analisi forense dei furti del gruppo ha acquisito conoscenza tale da impedire altri due grossi furti ad istituzioni finanziarie.

Lazarus, dal 2009 è riuscito a compiere attacchi devastanti in almeno 18 Paesi.

Dopo l’attacco alla banca del Bangladesh, il gruppo Lazarus stava preparando un’operazione che avrebbe sottratto denaro ad altre banche ed inoltre si sono riusciti ad infiltrare in un’istituzione finanziaria nel sud-est asiatico.

Le soluzioni Kaspersky Lab li hanno bloccati e dopo la successiva indagine hanno dovuto fermarsi per alcuni mesi.

Le loro attività sono riprese in Europa ma i software di sicurezza di Kaspersky Lab li hanno di nuovo fermati come anche il servizio di risposta rapida agli incidenti, l’analisi forense ed il reverse engineering.

Kaspersky Lab ha analizzato attacchi durati settimane ma i cyber criminali sono capaci di operare in incognito per mesi. Infatti per il furto nel sud-est asiatico, gli hacker avevano compromesso la rete della banca sette mesi prima di quando la sicurezza interna ha chiesto assistenza.

A dicembre 2015 sono iniziati ad apparire i primi campioni di malware dovuti a Lazarus contro istituzioni finanziarie, casinò, sviluppatori software di società d’investimento e aziende di criptovaluta in Corea, Bangladesh, India, Vietnam, Indonesia, Costa Rica, Malesia, Polonia, Iraq, Etiopia, Kenya, Nigeria, Uruguay, Gabon, Thailandia e diversi altri Paesi.

Gli ultimi invece risalgono a marzo 2017 e ciò dimostra che non si vogliono fermare.

i di Kaspersky Lab sono riusciti a identificare le caratteristiche uniche del loro codice, riuscendo a tracciare i nuovi sample. Attualmente, gli hacker sembrano essersi tranquillizzati, probabilmente sospendendo la loro attività per dedicarsi alla rielaborazione del loro arsenale.

Vitaly Kamluk, Head of Global Research and Analysis Team APAC di Kaspersky Lab ha dichiarato:

“Siamo sicuri che torneranno presto. Gli attacchi come quelli condotti dal gruppo Lazarus dimostrano come anche un piccolo errore di configurazione possa comportare una grave violazione di sicurezza, che potrebbe costare a un’azienda centinaia di milioni di dollari. Speriamo che i dirigenti di banche, casinò e società d’investimento di tutto il mondo inizino a temere il nome Lazarus”.

Sicurezza: cosa ci si deve chiedere in azienda

04/04/2017

I responsabili aziendali ormai devono essere consapevoli della questione cyber security e non possono più ignorarla delegando il reparto IT.

È chiaro che per le aziende è difficile rimanere al passo con la tecnologia e gli aggiornamenti e spesso ci sono delle gravi lacune nelle conoscenze e su dove si trovano i dati ed i workload.

Che domande deve porsi ogni responsabile aziendale:

Abbiamo il controllo su Internet delle cose?

Tutti i dispositivi che ne fanno parte memorizzano dati sul loro uso, sull’utente e a volte anche dati finanziari, l’anno scorso sono stati realizzati i primi attacchi che ne hanno sfruttato le vulnerabilità.

Cosa comportano per l’azienda i dispositivi connessi?

Ci sono pro e contro per l’uso di dispositivi IoT in azienda, molti necessitano di essere collegati alla rete aziendale col rischio che venga esposta ad attacchi.

Quale sarà l’evoluzione dei ransomware?

Gli attacchi ransomware saranno sempre più pericolosi e Symantec ISTR ha registrato che sono cresciuti del 35%.

Il machine learning può essere d’aiuto?

Dato che pishing e clicking sono ancora gli attacchi più efficaci, però i malware stanno migliorando notevolmente ed in tempi rapidi, bisogna capire quali tecniche vengono sfruttate e comprendere se il maching learning possa fare qualcosa potrebbe aiutare a difendersi.

L’automazione invece?

L’automazione potrebbe alleggerire i compiti più noiosi ed il tempo utilizzato Visti i possibili scenari futuri, le imprese devono essere sicure di saper gestire almeno le basi della sicurezza, come l’uso di password corrette per evitare l’accesso alla rete di estranei e cosa più importante capire qual è il metodo migliore per portare la sicurezza al di là dell’end point e proteggere tutti i fondamentali della rete.

 

Il cybercrime coinvolge anche gli ambienti di stampa

27/03/2017

Gli ambienti di stampa possono essere oggetto di attacchi informatici se mal gestiti.

I reparti IT aziendali monitorano molte minacce ma spesso la categoria delle stampanti multifunzione viene dimenticata.

Queste macchine spesso sono vittime di lacune nella sicurezza che con le nuove tecnologie possono essere colmate e quindi è un aspetto che bisogna valutare quando ci si accinge a fare un nuovo acquisto.

Quando si sceglie una stampante MFP bisogna valutarne anche la sicurezza.

Come prima cosa bisogna verificare che la sicurezza dei dati sia integrata nella macchina e non abilitata con hardware e software in modalità add-on.

Un buon dispositivo multifunzione deve anche includere il software per la cancellazione dei dati dall’hard disk così da garantire che le informazioni sensibili spariscano col completamento della stampa o alla disattivazione dell’unità.

Non bisogna poi trascurare i rischi legati ai documenti che rimangono nei vassoi di stampa in attesa che l’operatore li recuperi e proprio per questo sono nate le opzioni “follow-me” grazie alle quali il software di stampa mantiene in attesa la stampa fino a quando il legittimo destinatario non scansiona il suo badge identificativo o inserisce una password.

Esiste poi un Active Directory dove sono memorizzate le varie autorizzazioni e bisogna stare attenti alla protezione delle connessioni tra la stessa Active Directory ed i lettori di badge sui dispositivi.

Per far sì che le stampanti multifunzione rispettino gli standard di sicurezza aziendali, chi le installa deve necessariamente modificare le impostazioni predefinite delle unità.

È importante assicurarsi che il fornitore abbia la giusta esperienza di sicurezza per proteggere le informazioni della propria azienda, informandovi anche se come vengono gestite le attività da remoto.

 

Il Patch day di marzo

21/03/2017

Con il Patch day di Microsoft di marzo ci saranno 18 aggiornamenti di sicurezza coi quali verranno sanate 140 vulnerabilità. I bollettini per falle critiche saranno 9 e altrettanti per quelli di livello importante.

Microsoft un mese fa aveva annunciato uno stop al ciclo mensile delle Patch ma ha ritenuto necessario riprendere per il mese di marzo.

Il Patch day di marzo è definito da record visto i numeri di cui si parla e tra i bollettini per Windows e Internet Explorer/Edge, Office, Exchange, Windows DVD Maker ci sarà un aggiornamento che dovrà sanare una vulnerabilità a rischio exploit.

Per sanare Internet Explorer ed Edge ci saranno gli aggiornamenti cumulativi “critici” MS17-006 ed MS17-007.

Mentre per Windows ci saranno delle patch dedicate al codice del kernel ed all’ipervisore Hyper-V, inoltre alla libreria per la lettura di documenti PDF tranne per Windows 7.

Invece il bollettino MS17-010 si focalizzerà sul componente Server Message Block (SMB) del sistema operativo.

Per quanto riguarda Windows 10, ormai OS-come-servizio, Microsoft pubblica costantemente una pagina di anticipazioni sul Creators Update unitamente alla prima edizione dei “mini update” che sono riconducibili alla nuova piattaforma di distribuzione a cui Microsoft si sta sviluppando da mesi.

A proposito di Adobe: il Patch day comprende il bollettino di sicurezza APSB17-07 con una nuova versione di Flash Player (24.0.0.221).

Invece il bollettino APSB17-08, non è presente nel Patch day, riguarda Shockwave e non riguarda vulnerabilità critiche.

L’I.T. ha bisogno di capire le persone

13/03/2017

Possiamo fare l’esempio della compilazione dei moduli di rimborso spese, odiati da tutti, anche se le imprese hanno creduto per anni che fossero una comodità per tutti.

Ma ci sono altre cose sbagliate nei metodi in cui l’IT ha abilitato fino ad ora le procedure aziendali.  Di regola il reparto IT si informa sui bisogni degli altri reparti: contabilità amministrazione etc. etc. ma bisognerebbe concentrarsi bene sulle persone che veramente stanno lavorando per trovare una soluzione poiché se l’utente finale non si troverà bene con la nuova tecnologia, non la vorrà usare.

Le nuove soluzioni a disposizione di tutti hanno complicato molto il lavoro dei reparti informatici in azienda, uno studio VMware ha svelato che i singoli settori aziendali si stanno interessando personalmente delle proprie necessità in campo IT, ignorando di avere un ufficio preposto a questo in azienda.

Il 54% dei responsabili d’azienda pensa infatti che la gestione della tecnologia stia cambiando reparto.

Più del 50% dei leader aziendali ritiene che questo cambiamento stia portando al duplicarsi delle spese per i servizi IT ed all’incertezza sulla proprietà e responsabilità sull’IT aziendale. Il 47% inoltre crede che si stiano acquistando soluzioni non sicure.

Un responsabile IT deve quindi essere empatico dato che la tecnologia subisce l’obsolescenza in tempi rapidi ma ogni testa è un piccolo mondo e capirne veramente i bisogni può fare la differenza.

Ance se i team IT conoscono bene questo problema, l’approccio utente- centrico è una questione che riguarda tutta l’impresa.

Le nuove tecnologie sono diventate fondamentali per colpa dell’evoluzione digitale delle aziende dove il cloud computing ha messo a disposizione di ciascuno applicazioni e servizi.

L’avvicinamento dell’IT all’utente è la condizione necessaria per decidere come creare tecnologie intuitive e per ottenere questo risultato bisognerà capire le persone e fare scelte che soddisfino al meglio i bisogni dei singoli.

Batterie a stato solido il futuro dell’informatica

08/03/2017

La University of Texas ha sviluppato una batteria ricaricabile a stato solido con elettrolita di vetro.

Da anni gli esperti sono alla ricerca di valide alternative alle solite batterie ricaricabili ma fino adesso non è stata trovata alcuna soluzione però la scoperta dei ricercatori della University of Texas di Austin potrebbe essere un buon prodotto commerciale.

La Cockrell School of Engineering ha infatti sviluppato la prima batteria al mondo con elettrolita a stato solido per dispositivi mobile, auto elettriche e sistemi di stoccaggio dell’energia.

Il gruppo di scienziati è stato guidato dal 94enne John B. Goodenough, che era già stato tra gli inventori della batteria agli ioni di litio.

Questa batteria ha le stesse caratteristiche delle batterie ricaricabili cioè bassi costi di produzione, elevata densità energetica, lungo ciclo di vita, tempi di carica ridotti e sicurezza nel funzionamento.

I ricercatori hanno quindi dimostrato che le celle della batteria sono tre volte più dense delle batterie attuali e si ricaricano in minuti, non ore.

Nelle comuni batterie agli ioni di litio si possono formare dendriti, all’interno dell’elettrolita liquido, che possono causare cortocircuiti ed esplosioni.

All’interno della nuova batteria c’è un elettrolita di vetro che evita che si formino dendriti poiché consente l’uso di metalli alcalini come litio, sodio o potassio per l’anodo.

L’elettrolita a stato solido può sopportare temperatura molto basse cioè fino a -60° C, quindi la batteria è sicuramente adatta alle auto elettriche.

Altro vantaggio della nuova batteria è che è possibile utilizzare materiali rispettosi dell’ambiente infatti il litio può essere sostituito con sodio a basso costo, estratto dall’acqua di mare.

Gli ingegneri proseguiranno per migliorare la batteria con la speranza di ricevere la collaborazione da parte dei produttori per effettuare test nei veicoli elettrici e nei sistemi di stoccaggio dell’energia.

 

Il futuro dei dati

27/02/2017

Secondo analisi IDC, nel 2016, i reparti IT aziendali hanno iniziato a ricorrere a nuove tecnologie come software-defined storage, sistemi flash e infrastrutture cloud ibride, l’evoluzione dell’IT aziendale è dovuto al processo di trasformazione digitale del business.

Le aziende vogliono raggiungere l’ormai necessario obiettivo di agilità per competere nella data economy.

I Big Data influenzano una buona parte delle scelte d’acquisto tecnologico delle aziende, soprattutto per quanto riguarda lo storage che diventa di vitale importanza perché una volta che il dato viene creato, catturato o archiviato, deve essere poi analizzato o almeno analizzabile entro il suo ciclo di vita.

IDC sottolinea che la spesa in storage per progetti legati a Big data delle aziende del mondo crescerà con un tasso annuale medio del 22,4% fino al 2020.

La spesa supererà i 20 miliardi di dollari nel 2020. La capacità consegnata fino al 2020 sarà 1 CAGR e supererà i 92 exabyte nel 2020.

Se le aziende inizieranno a usare strategie di software-defined per lo storage potranno ridurre la complessità e dedicare meno spazio agli ambienti di storage, dando agilità all’infrastruttura che di conseguenza sarà più rapida nelle risposte.

I sistemi storage flash danno invece più velocità e riducono la latenza.

In ottica di miglioramento diventa importante avere un ambiente flessibile e scalabile e con il cloud ibrido si può sicuramente ottenere.

Si possono migrare i dati tra ambienti di cloud privato e pubblico e valorizzare l’infrastruttura con le soluzioni elastiche ed economiche delle offerte on-premise.

 

Il futuro secondo Zuckerberg e Gates

22/02/2017

Mark Zuckerberg e Bill Gates hanno idee interessanti per il futuro.

Il Ceo e co-fondatore di Facebook punta a creare una comunità globale, mentre il co-fondatore di Microsoft, oggi filantropo vuole tassare i robot per dare una mano contro la disoccupazione creatasi per via della crescente automazione e vorrebbe anche che venisse concesso il reddito di cittadinanza.

Mark Zuckerberg ha descritto i suoi obiettivi in una lettera aperta alla comunità di Facebook, ha voluto parlare sia del futuro del suo social network ed anche della sua visione del mondo anche se questa lettera per molti è un manifesto politico vero e proprio.

Zuckerberg ha scritto della costruzione di nuove infrastrutture che promuovano l’engagement civico e politico delle persone e che diano l’opportunità alle persone di essere partecipi alle decisioni collettive poiché la rete può essere il posto dove prendere decisioni e non solo condividere.

Il 2016 è stato l’anno dell’orwelliana post-verità, dato il dilagante problema delle bufale. In Europa infatti Berlino, Roma e Parigi sono state costrette a chiedere a Facebook di intervenire per arginare il fenomeno delle fake news.

Bill Gates durante la conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha proposto di tassare i robot dicendo:

 “Oggi, se un essere umano guadagna 50 mila dollari all’anno, lavorando in una fabbrica, deve pagare le imposte. La stessa tassazione andrebbe imposta a un robot che svolga le medesime mansioni“.

Elon Musk, Ceo di Tesla, in un’intervista della Cnbc, si è detto sicuramente d’accordo con Gates.

Parlando di numeri, negli Stati Uniti l’automazione eliminerà 8 milioni di posti di lavoro, nel Regno Unito invece perderebbero il lavoro ben 15 milioni di persone.

Secondo una ricerca di McKinsey è a rischio il 5% delle occupazioni attuali, ma il progresso del settore IT e dell’intelligenza artificiale potrebbe eliminare il 45% delle professioni umane.

 

Windows 10 è il più sicuro

14/02/2017

Microsoft ribadisce che Windows 10 è il massimo in quanto a sicurezza, soprattutto per le aziende.

L’azienda di Redmond afferma inoltre che Windows 7 non può più soddisfare le attuali esigenze aziendali e che tutte le imprese dovrebbero pensare di passare a Windows 10.

Microsoft ha quindi pubblicato un dettagliato articolo sulle innovazioni in termini di sicurezza che offrono Windows 10 ed i dispositivi Surface.

Microsoft ha rivelato che il suo obiettivo è creare una piattaforma sicura, alimentata dal cloud ed in grado di proteggere i suoi clienti da ogni tipo di minaccia alla sicurezza e ha aggiunto che Windows 10 fa parte della lista di soluzioni approvate dalla NSA.

Anche Surface Pro 3, Pro 4 e Surface Book sono i soli dispositivi Windows 10 in grado di soddisfare gli standard di sicurezza più alti ed è stato inoltre aggiunto un altro strato alla sicurezza hardware per i dispositivi Surface che si chiama Surface Enterprise Management Mode (SEMM).

SEMM dà la possibilità ai responsabili IT di possedere, bloccare e modificare le configurazioni hardware, oltre che delle funzionalità di rete ed accedere alle applicazioni all’interno del firmware del dispositivo. SEMM si può implementare sia in Surface Pro 4 che in Surface Book, che in Surface Studio.

Microsoft sta lavorando per estendere la gestione dei dispositivi in Windows 10 e migliorerà Defender del quale sostiene l’efficacia.

Microsoft vorrebbe portare Windows Hello a tutte le aziende e vuole anche introdurre Dynamic Look, funzione che blocca il pc quando l’utente è lontano.

Insieme a Intel, la casa di Redmond, per i dispositivi che saranno commercializzati a fine 2017, vuole integrare Windows Hello con la tecnologia di autenticazione di Intel come parte di Project Evo.

Per ultimo, Microsoft sta inserendo “Update Compliance” in Windows Analytics, il quale consentirà alle imprese di tenere sotto controllo i progressi distribuzione e rilevare i problemi.

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