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News

Browser Chrome: 2 miliardi nel mondo

14/11/2016

Durante l'evento Chrome Dev Summit, Google ha annunciato il traguardo raggiunto di recente  dal proprio browser.

L’evento organizzato da Google è durato due giorni ed era rivolto soprattutto agli sviluppatori che si occupano di app, estensioni e componenti del browser ed anche ai webmaster.

Già nei primi incontri, Darin Fisher, Engineering VP ha annunciato che nel mondo ci sono ben due miliardi di installazioni attive.

Questo successo è importante per le community di sviluppatori ma anche perché fa capire quanto il browser sia usato per le sessioni online.

Due miliardi di installazioni attive non vuol dire che due miliardi di persone usano Chrome ma due miliardi è il numero di dispositivi sui quali è presente. Infatti molti di noi hanno più di un dispositivo sul quale Chrome è installato.

Ad aprile, Google aveva detto invece che le installazioni erano un miliardo, quasi sicuramente arrotondando per difetto.

Darin Fisher ha detto che quello che è interessante per gli sviluppatori è che essendoci veramente tanti browser Chrome nel mondo, quando pensano di sviluppare qualcosa per il Web, possono essere sicuri che molti dei software usati dagli utenti implementano i più avanzati standard e le migliori feature di Internet.

Inoltre BigG ha evidenziato che adesso ben sette dei suoi prodotti e servizi possono pregiarsi di avere più di un miliardo di utenti per unità, i magnifici sette sono: Gmail, Android, Chrome, Maps, Search, Youtube e Play store.

Paura di attacchi hacker durante l’Election Day

07/11/2016

Il governo americano è preoccupato per la possibilità di attacchi informatici durante l’Election day domani 8 novembre.

L’intelligence è stata mobilitata perché si teme l’ingerenza di hacker russi o di paesi ostili e la Casa Bianca teme inoltre che campagne di disinformazione possano interferire con la sfida elettorale tra Trump e la Clinton.

È stato chiesto a tutte le agenzie di intelligence americane di unirsi nello sforzo per garantire che l’Election Day si svolgano tranquillamente ed in sicurezza.

L’obiettivo non è solo impedire attacchi informatici ma anche tenere monitorato il flusso di informazioni che vengono diffuse sui social media dove qualsiasi tipo di notizia o falsità può diventare virale in pochi minuti.

Nbc News in un articolo ha anche parlato di un monito che Washington avrebbe inviato alla Russia, secondo cui ci sarebbero grosse difficoltà a ricucire lo strappo se si verificassero degli attacchi.

Putin, ovviamente ha replicato dando garanzia che la Russia non ha il potere di influenzare la corsa alla Casa Bianca ed ha chiuso il suo intervento chiedendo se gli Usa siano la repubblica delle banane.

Barack Obama a fine del suo mandato ha detto che ci si poteva aspettare una risposta simile da Putin.

Gli Usa temono ingerenze di hacker russi alle elezioni poiché già a fine luglio degli hacker sovietici avevano violato i server del partito democratico.

Pochi dispositivi mobile sono protetti

31/10/2016

Le nostre informazioni personali sono a rischio perché molti di noi non proteggono adeguatamente i propri dispositivi mobili.

Kaspersky Lab ha condotto una ricerca a supporto della Mobile Malware Awareness Campaign di Europol, per lo European Cyber Security Month Kaspersky Lab, la ricerca è servita per conoscere il grado di consapevolezza della gente in merito alle minacce online e cosa fanno per proteggersi.

Sono state intervistate 12.000 persone in 21 Paesi ed è emerso che solo sul 57% dei tablet gli utenti hanno installato soluzioni di sicurezza, sugli smartphone si scende al 53%, mentre invece proteggono l’88% dei computer.

Ciò fa capire che gli utenti non sono consapevoli che anche i dispositivi mobile necessitano di protezione. Infatti il 54% degli intervistati ritiene che i desktop e i notebook hanno bisogno di software di sicurezza IT e solo il 42% pensa sia lo stesso per smartphone e tablet.

Desta preoccupazione il fatto che il 21% non ha idea dell’esistenza di malware per dispositivi mobile.

Le minime precauzioni usate da alcune persone sono le password: l’81% le usa sul Pc e l’82% sullo  smartphone ma non sanno che le password salvano solo i dispositivi dall’uso da parte di altri ma non li proteggono da malware, frodi e phishing.

Solo il 41% del campione preso in considerazione dallo studio di Kaspersky Lab protegge i propri dispositivi mobile oltre che con password con soluzioni di sicurezza

Se si considera l’aumento delle minacce online questi risultati sono veramente preoccupanti.

Tra l’altro buona parte di questi pericoli sono la semplice conseguenza delle nostre attività online delle persone ed il fatto che archiviamo e condividiamo continuamente dati tramite i dispositivi mobile.

Dall’indagine poi si è notato che tra chi è stato vittima di cyber-minacce, il 18% degli utenti Android ha subito un’infezione allo smartphone mentre al 22% hanno intercettato alcuni dati.

Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab ha dichiarato:

“I dipositivi mobile sono una parte fondamentale della nostra vita: non solo contengono informazioni importanti ma sono la via d’accesso al nostro online banking, alle email, alla condivisione di foto, alle comunicazioni con i nostri cari e molto altro. Non avere protezioni per questi device non è un’opzione se vogliamo salvaguardare le cose a cui teniamo di più. Poiché solo la metà dei dispositivi mobile è protetto in modo efficiente, c’è ancora molto lavoro da fare prima di essere al sicuro dalle cyber-minacce”.

L’era degli SSD

24/10/2016

I cari vecchi Hard Disk stanno gradualmente sparendo e soprattutto in ambito enterprise le memorie flash - SSD li stanno rimpiazzando.

Un articolo di Chris Mellior di The Register spiega benissimo il passaggio aziendale dagli hard disk meccanici agli SSD e dice che i motivi per cui il cambiamento è in atto proprio ora è perché: gli SSD hanno prestazioni migliori rispetto ai classici hard disk; i prezzi sono scesi; ci sono ottimi servizi per la gestione dei dati; gli SSD hanno maggiore spazio di archiviazione; i clienti hanno più fiducia; gli SSD sono l’ideale per la continuità lavorativa.

Gli SSD sono sicuramente più veloci ed anche in quanto a durata di vita, visti i dubbi in campo enterprise, i produttori negli ultimi periodi sono riusciti a renderli più longevi, garantendo un minimo di 5 anni di vita e parecchi TB di scritture.

Negli anni i prezzi si sono abbassati notevolmente perché i flash drive sono cambiati tantissimo da quando sono apparsi sul mercato i primi erano basati sulla tecnologia single level cell ed 1bit per cella poi ci sono stati i multi-level cell con 2bit per cella e poi i triple level cell con 3bit per cella.

Dato che il ciclo di vita delle celle diminuisce esponenzialmente passando da SLC a MLC e TLC, per attenuare l’usura i vendor sono ricorsi a firmware e software studiati per migliorare l’estrazione dei segnali dalle celle e ridurre il numero di scritture.

Invece la tecnologia 3D NAND ha consentito di migliorare la capacità delle unità. Il fatto che gli strati di memoria siano posizionati l’uno sopra l’altro ha determinato la crescita dello spazio d’archiviazione.

Per quanto riguarda le prestazioni il prezzo è più basso rispetto agli hard disk meccanici ma come costo per TB sono meglio gli hard disk.

Negli hard disk meccanici l’uso dell’elio ha permesso l’inserimento di più piatti nel formato da 3.5″ ed arrivare al traguardo dei 12TB. Ma gli SSD sono molto meglio e siamo vicini al traguardo dei 30 TB, Seagate sta sviluppando un prototipo che ha raggiunto i 60TB.

I vendor di drive array hanno quindi aggiornato i propri servizi per supportare la diffusione degli SSD, i dati sono ora accessibili più velocemente.

IDC afferma che il flash array sta già ottenendo buoni risultati nella fascia enterprise e si prevedono notevoli rendite nei prossimi anni. 

 

Dorsale sottomarina per Facebook e Google

17/10/2016

Pacific Light Cable Network – PLCN è la nuova rete transoceanica che ha messo in collaborazione Google e Facebook.

L’investimento dei due big americani trasferirà dati a 120 TeraBit al secondo

Il lunghissimo cavo sottomarino attraversa l’oceano per collegare Los Angeles ad Hong Kong, è lungo 12.800 km e la sua banda ha capacità 120 TeraBit al secondo.

Questo è il sistema di fibra ottica più lungo e veloce mai esistito. È la dorsale in fibra ottica a minor latenza fra Hong Kong e gli Stati Uniti ed è la prima che sfrutterà direttamente trasmissioni a banda ultra-larga. 

Per migliorare l’affidabilità e rendere più veloce l’accesso ai servizi offerti dalle proprie piattaforme Google e Facebook hanno quindi investito in cavi sottomarini. D’altronde il traffico è in continua costante aumento di utenti e di attività di cloud computing.

Il cavo sottomarino vedrà il suo debutto entro l’estate del 2018 ed è stato annunciato nel novembre del 2015 da TE SubCom, una società specializzata nelle tecnologie di comunicazioni sottomarine del gruppo TE Connectivity e da Pacific Light Data Communication, che fa parte di un fondo di investimenti di Hong Kong.

È già da tempo che Google investe nella fibra sottomarina: Unity ad esempio è il backbone che consente le comunicazioni tra USA e Asia, ci sono poi progetti per il collegamento tra Nord e Sud America; FASTER invece fa da ponte tra Oregon e Giappone ed ha capacità di 60 Tbps, 10 di questi sono destinati in esclusiva a Google ed ai suoi servizi.

Svolta nel settore Internet of Things

10/10/2016

Verizon e Qualcomm Technolgies Inc. sono in collaborazione per migliorare l’IoT. La loro iniziativa renderà più semplice lo sviluppo delle applicazioni IoT e trasformerà l’esperienza del cliente.

Verizon andrà a preintegrare la sua piattaforma as-a-service ThingSpace IoT nel modem LTE MDM9206 Category M (Cat M1) di Qualcomm azienda leader dei semiconduttori wireless, questo servirà a fornire la nuova generazione di prodotti e servizi IoT che hanno una richiesta di consumi e ampiezza di banda ridotti.

Questa soluzione usa la rete 4G LTE di Verizon come gateway ed ha lo scopo di semplificare i processi di creazione, distribuzione e gestione delle applicazioni IoT già personalizzate per ampi settori di utilizzo.

L’annuncio della collaborazione è avvenuto durante il CTIA Super Mobility 2016 di Las Vegas e si prevede che la piattaforma ThingSpace IoT per l’integrazione OEM, su soluzioni MDM9206, sarà già disponibile nei primi mesi del 2017.

Guardando al passato possiamo notare come l’investimento fatto per connettere i dispositivi IoT alle wide area network LTE sia stato più costoso rispetto alla connessione ad altre tecnologie quali Wi-Fi, Bluetooth, Zwave o ZigBee.

Le due aziende Verizon e Qualcomm Technologies hanno accumulato molta esperienza perché hanno lavorato con altre società nell’integrazione dei chipset LTE nei connected device per rendere i dispositivi IoT più veloci da implementare sulla rete 4G LTE.

Con questa collaborazione, Verizon e Qualcomm Technologies stanno per dimostrare che la connessione dei dispositivi su rete 4G LTE, utilizzando la categoria M1 come nuovo standard di settore può essere interessante anche a livello economico.

Questa collaborazione renderà il processo di innovazione più semplice anche per sviluppatori e aziende

Grazi all’uso di ThingSpace le società che usano il modem CAT M1 LTE di Qualcomm Technologies, a partire dal MDM9206, avranno la possibilità di velocizzare ed eliminare le interruzioni dalla connessione cloud.

Poter utilizzare ThingSpace dentro i modem LTE a basso consumo prodotti da Qualcomm Technologies accelererà lo sviluppo di una nuova tecnologia composta da dispositivi intelligenti e connessi su larga scala mediante la rete 4G LTE.

In questa operazione Verizon e Qualcomm Technologies eliminano alcuni ostacoli come la gestione dei firmware, la diagnosi in tempo reale dei dispositivi, il device onboarding e l’accesso ai dati.

Questa collaborazione ha anche lo scopo di sottolineare l’importanza di applicazioni come sicurezza del dispositivo e visualizzazione dei dati del sensore.

Proteggiamo i nostri hard disk

03/10/2016

Ci sono delle accortezze e riguardi che possono limitare i rischi di perdita di dati degli hard disk.

Non bisogna sottovalutare l’importanza del comportamento degli utenti per salvaguardare la vita degli hard disk.

Tutto quello che un’utente fa con il suo hard disk, come lo usa, le premure che ha sono importanti per proteggerne il contenuto e garantire la sicurezza dei dati.

Avvengono perdite di dati che non hanno nulla a che fare con il comportamento dell’utente ma dipendono esclusivamente dall’hard disk come ad esempio i difetti di fabbrica oppure quando si guasta e cessa il suo funzionamento poco dopo il primo utilizzo.

Sovente ci dimentichiamo che gli hard disk sono moto delicati e si sottovaluta l’importanza di un utilizzo diligente con le giuste accortezze ed ancora più premura di quella riservata agli hard disk interni è quella che va riservata a quelli esterni che utilizzati con box usb.

Gli hard disk esterni sono comodi da trasportare ma il solo modo per evitare che perdano dati e che si possano recuperare è trasportarli in maniera sicura senza urti durante il trasporto e bisogna anche selezionare rimozione sicura alla fine dell’utilizzo

Prevenire che i dati vengano persi vuol dire anche evitare di manomettere seppur involontariamente l’hard disk o improvvisarsi tecnici con procedure di recupero dati improbabili in caso l’hard disk non funzionasse più regolarmente.

In molti casi è più complesso ripristinare dati di hard disk manomessi dagli utenti che hard disk che hanno smesso di funzionare in maniera spontanea.

Bisogna poi evitare di esporli a fonti di calore perché si potrebbe bruciare la parte elettronica cioè la scheda verde che si vede nel lato posteriore dell’hard disk.

Non è difficile proteggere i propri hard disk, bisogna solo essere un po’ più accorti.

Apple e McLaren partnership in vista?

26/09/2016

Il Financial Times riporta che Apple è in trattativa con McLaren Technology Group per acquisirla.

Il valore dell'industria di auto inglese, noto soprattutto per fare parte dei circuiti di Formula Uno, è valutato tra 1 e 1,5 miliardi di sterline ma è attualmente in perdita.

La McLaren ha però smentito quanto pubblicato dal Financial Times.

E' da diverso tempo che l’azienda californiana cerca di entrare nel settore automobilistico e sta conducendo ricerche per costruire una vettura elettrica senza autista e questo è uno dei motivi indicati dal Financial Times a sostegno della tesi acquisizione.

Sono state citate diverse fonti secondo cui questa mossa dimostra che Apple ha in progetto la trasformazione dell’industria automobilistica.

Mc Laren nonostante valga tra il miliardo ed il miliardo e mezzo di sterline non genera alcun utile e per il gruppo di Tim Cook sarebbe la più grande acquisizione, dopo quella di Beats Elettronics.

Tim Cook che non è mai stato contro le grandi acquisizioni, dopo il suo avvento in Apple ha infatti acquisito per 3 miliardi di dollari Beats Elettronics: gruppo audio fondato da Dr Dre e da Jimmy Iovine.

Le automobili prodotte da McLaren hanno un costo che si aggira sul milione di dollari ciascuna e utilizzano tecnologie all’avanguardia che vengono sperimentate in Formula Uno.

Nel 2015 l’azienda inglese ha prodotto 1654 auto ed ha avuto un fatturato di 450 milioni di sterline, tra i progetti per i prossimi 6 anni ci sono un miliardo di investimenti.

La società è posseduta dal suo presidente Ron Dennis, Mansour Ojjeh e da Mumtalakat, fondo sovrano del Bahrain.

A Cupertino sono interessati alle tecnologie, ingegneria e brevetti di McLaren perché nel 2014 hanno creato un team composto da una centinaia di progettisti ed ingegneri che stanno lavorando all'auto elettrica. Nel progetto è stato coinvolto anche personale di Tesla e Mercedes-Benz.

Ci sono però notizie contrastanti dato che di recente il New York Times ha parlato di una parziale rinuncia di Apple ai suoi progetti nel settore poiché ha licenziato buona parte del personale impiegato nel progetto.

Invece i giornali inglesi alternano notizie e smentite su questo argomento ma non hanno ancora avuto una conferma da Apple che non ha mai detto apertamente di voler entrare nel mercato dell'auto con le sue innovazioni.

Pokémon Go sempre più propositivo

19/09/2016

Pokémon Go ormai non è più una novità ma gli incassi sono stati a dir poco eccezionali. Presto arriverà il “Buddy System” ed anche la versione per Android Wear, molto simile a quella per Apple Watch.

Pokémon Go è stato lanciati circa due mesi fa a livello globale, il successo iniziale è innegabile ed ha lasciato perplessi un po’ tutti ma negli Stati Uniti l’entusiasmo si è raffreddato e gli utenti sono calati.

Slice Intelligence dice che l’applicazione ha registrato una diminuzione del 79% degli utenti attivi, cosa che si può considerare normale dato che agli inizi molti hanno voluto provarla in quanto novità del momento ma a continuare ad usare Pokémon Go è rimasto solo lo zoccolo duro dei fan più devoti.

Il calo di utenti ha ridotto le entrate monetarie della software house ma non ha scalfito la sua posizione in classifica delle applicazioni più redditizie.

Pokémon Go al primo posto detiene il 28% dei ricavi globali e se si considera che Candy Crush al secondo posto detiene solo il 4,5% si capisce come alle altre applicazioni sia rimasto veramente poco.

Pokémon Go non si ferma ed ha annunciato alcune novità, ci sarà un aggiornamento che sbloccherà il “Buddy System” grazie al quale gli utenti potranno far diventare uno dei propri Pokémon il preferito e farlo apparire accanto a loro durante il gioco.

La cosa più interessante del Buddy System è che durante il proprio cammino gli utenti potranno ottenere delle caramelle relative al Pokémon scelto e di conseguenza farlo salire di livello.

Non è tutto così facile perché ogni Pokémon per sbloccare le caramelle deve percorrere un diverso numero di chilometri.

Novità dall’evento Apple

12/09/2016

Il 6 settembre 2016 si è tenuto il tanto atteso evento Apple riguardante gli aggiornamenti sul fronte degli iDevice.

All’evento che si è svolto al Bill Graham Civic Auditorium di San Francisco, Tim Cook è arrivato in maniera molto originale cioè viaggiando in auto con il re del Carpool Karaoke, James Corden.

Li abbiamo visti intonare una canzone degli One Republic e fare battute con Siri, dopo è arrivato anche Pharrel ed insieme hanno intonato Sweet Home Alabama, lo stato di provenienza di Tim Cook.

Questo arrivo non convenzionale è stato perché dall’anno nuovo il Carpool Karaoke sarà un’esclusiva di iTunes.

Si è poi parlato di Apple Music e Cook ha spiegato le novità estetiche in iOS 10, ma anche del fatto che la piattaforma è stato il servizio di punta per artisti emergenti e per le esclusive come quella di Taylor Swift.

Sarà a breve disponibile in streaming l’Apple Music Festival 10 che celebrerà i successi del servizio.

Dopo la musica si è cambiato tema e Tim Cook ha parlato dell’App Store, che ha raggiunto il traguardo di 140 miliardi di applicazioni scaricate.

È stata registrata una crescita del 100% su base annua ed ha generato il doppio dei guadagni per gli sviluppatori rispetto agli store concorrenti.

Il gaming con più di 500.000 titoli è la categoria più popolata dell’App Store ed è stato annunciato che anche Super Mario sarà disponibile su App Store; Super Mario Run in virtù di un accordo con Nintendo, apparirà infatti in esclusiva nello store di Apple.

Il gioco è simile ad altri titoli runner analoghi presenti sulla piattaforma ma dà la possibilità agli utenti di fare sfide con gli amici ed anche di divertirsi one-handed. Anche per iMessage, ci saranno titoli a tema Super Mario.

Infine si è parlato di istruzione ed educazione. Apple fornirà alle scuole statunitensi, tramite ConnectED, diversi strumenti tra cui Mac, iPad ed altri strumenti di learning.

Oltre a Swift Playground: applicazione per imparare il linguaggio Swift in modo semplice e divertente, ci saranno alcune novità per iWork.

Arriverà anche RealTime Collaboration, strumento orientato all’educazione e al business che consente al team di lavoro di lavorare contemporaneamente sugli stessi documenti.

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